Lo Zafferano

Lo Zafferano, un’altra peculiarità del patrimonio agricolo della Marmilla. In Sardegna la coltivazione dello zafferano, o crocus sativus linnaeus, risale all’antichità: secondo alcune ricostruzioni, i Fenici lo portarono dall’Asia Minore e in seguito furono probabilmente i Romani a svilupparne la produzione. Il clima temperato favorisce la coltura del cosiddetto “oro rosso” che oggi nel Medio Campidano è passata dal livello familiare a quello industriale, in particolare a Turri e Villanovafranca per quanto riguarda la Marmilla e San Gavino Monreale (altro centro rinomato del Medio Campidano), la cui produzione rappresenta una parte importante del prodotto nazionale sia per quantità che per qualità. La coltivazione richiede molto impegno e costanza: i suoi fiori vengono raccolti al mattino quando le corolle sono ancora chiuse, si procede poi alla separazione delle corolle dagli stimmi dal caratteristico colore rosso, che vengono successivamente trattati con l’olio d’oliva e fatti essiccare per poter essere confezionati. L’utilizzo più comune è in cucina: i dolci di formaggio e ricotta come le pardulas, i primi piatti di fregula e ravioli, il liquore digestivo (prodotto da un’azienda di Villacidro) che prende il suo colore proprio dallo zafferano. Ma la preziosa spezia viene sfruttata anche per le sue proprietà digestive, stimolanti e analgesiche in farmacia, e come colorante nelle arti tintorie entrando nel repertorio etnografico della Sardegna, sia nei tappeti che nei costumi tradizionali. Non manca neanche per lo zafferano occasione per celebrarne profumo, sapore e versatilità gastronomica attraverso particolari eventi; sempre presente in qualunque rassegna fieristica, la fa da padrone in occasione della “Sagra dello Zafferano” che normalmente viene promossa in Ottobre, in quanto periodo della raccolta; in questo mese dell’anno la coltivazione dello Zafferano colora di viola i centri di principale produzione di questo territorio. La Marmilla è una delle terre di produzione dello Zafferano di Sardegna DOP. Da un’attenta analisi qualitativa dello zafferano prodotto in Sardegna è stato, infatti, riscontrato che il contenuto medio di crocina (l’elemento al quale è collegato il potere colorante dello zafferano), picrocrocina (l’elemento al quale sono riconducibili gli effetti euptetici ed il correttivo di sapore) e safranale (l’elemento al quale sono associate le proprietà aromatizzanti) è notevolmente superiore alla norma. Queste peculiari caratteristiche esprimono il forte legame del prodotto con il territorio di origine, particolarmente vocato, sia per le sue potenzialità umane che per le favorevoli condizioni climatiche.  Lo Zafferano di Sardegna deve le sue peculiarità, oltre agli aspetti pedoclimatici della zona di produzione, alle tecniche agronomiche, di lavorazione e trasformazione del prodotto. Dalla fase di avvio della coltura, con la meticolosa selezione del materiale di propagazione, fino alla raccolta, mondatura, essiccazione, conservazione, l’uomo interviene apportando conoscenze e pratiche tramandate nel tempo che consentono di ottenere un prodotto di elevata qualità.  Il percorso dello Zafferano è apprezzabile particolarmente in 3 centri della Marmilla. La prima tappa Villanovafranca, raggiungibile dalla SS 131 uscita Furtei, percorrendo la SS197, qui si svolge ormai da 10 anni la Sagra dello Zafferano di Villanovafranca (nel mese di novembre) tra degustazioni e agroalimentare, tra arte e spettacoli, tra dibattiti e attività varie. L’edizione di questo anno ha visto in parallelo anche un interessante evento denominato “Zaffart” tra arte, esposizioni, degustazioni, escursioni, musica e djset. La seconda tappa è Tuili (percorrendo sempre la SS197), un altro importante centro di produzione dello Zafferano. Qui non si svolge una sagra dedicata al prodotto, vista anche la prossimità di Turri che da molti anni promuove una manifestazione ormai conosciutissima. Lo Zafferano entra però in scena nell’ambito di un evento importante per Tuili, ovvero la Sagra de Su Pani Arrubiu (che si svolge ogni anno nel mese di aprile), nella fase di lavorazione del pane e del suo condimento attraverso questo ingrediente che colora il pane di rosso, da cui deriva il suo nome. Il percorso si conclude a Turri (percorrendo la SP 521). Turri è il paese della Marmilla dove si produce lo Zafferano di Sardegna DOP data la presenza di importanti aziende. In questo centro si svolge ogni anno (nel mese di novembre) una importante manifestazione legata alla valorizzazione di questo prodotto: la Sagra dello Zafferano di Turri, giunta ormai alla 22^ edizione e quindi si tratta di un evento ormai radicato nel panorama territoriale. La Sagra dell’Oro Rosso di Sardegna (affascinante denominazione data a questo tipo di manifestazioni) presenta un ricco programma di visite guidate ai campi in fiore, di attività di animazione che ruotano attorno agli antichi giochi tradizionali sardi, di canti logudoresi e campidanesi, di degustazioni di piatti e dolci tipici a base di Zafferano. 



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