Il Melone

Il melone in asciutto è una delle colture vegetali più importanti della Marmilla, così denominato per via della particolare modalità di coltivazione senza ausilio di irrigazione.
Si tratta di una coltura riconosciuta come “ecotipo locale dell’areale della Marmilla e del Medio Campidano” oggetto di un programma di sviluppo a livello provinciale, promosso per favorire la conservazione delle sue caratteristiche che rendono il prodotto unico e inconfondibile, oltre che presente in poche altre regioni europee. Il programma ha visto la partecipazione di diversi coltivatori, i quali sono riusciti a coltivare ininterrottamente il melone riproponendolo sui campi (da circa 13 anni) senza ricorrere all’acquisto di sementi dal mercato.
Ogni anno i produttori selezionano i migliori frutti da cui vengono estratti i semi che, dopo essere stati lavati con acqua e fatti essiccare al sole per qualche giorno, vengono conservati in contenitori ermetici e messi a dimora nei campi l’anno successivo. Tra marzo e aprile i coltivatori arano e puliscono il terreno, ma è solo durante il mese di maggio iniziano a seminare.  I semi vengono messi a dimora in solchi profondi circa 5 centimetri, scavati nel terreno o con l’ausilio della zappa o con l’aratro, e distanti l’uno dall’altro almeno 1,5 metro. In ogni solco, chiamato “forada”, si dispongono circa una decina di semi. Spesso i produttori segnalano con una pietra il punto esatto in cui sono stati messi a dimora i semi, così da poter riconoscere il solco e verificare costantemente lo stato di avanzamento della crescita della pianta, che inizia a comparire sopra il terreno dopo circa quattro settimane. Si consiglia la visione di questo interessante video realizzato a Lunamatrona, dedicato alla semina del melone coltivato in asciutto: https://www.youtube.com/watch?v=QM4zeODL7c4
Il melone in asciutto rappresenta una biodiversità da salvaguardare (per la sua coltivazione non si ricorre all’uso di concimi, pesticidi o di quant’altro possa comprometterne la genuinità, con l’obiettivo di mantenerne inalterate le condizioni e prolungarne lo stato di conservazione), viene raccolto a partire dal mese di luglio, rimane in ottimo stato fino a Natale ed oltre; il melone d’inverno diventa ancora più buono con il passare del tempo e ancora fino a febbraio è possibile portarlo a tavola.
Il melone in asciutto è particolarmente apprezzabile in 5 centri della Marmilla: il percorso può iniziare da Collinas, raggiungibile dalla S.S. 131 uscita per Sardara, percorrendo la S.P. 5.43. La seconda tappa è Lunamatrona, raggiungibile percorrendo la SP 49 n direzione di Villanovaforru; a Lunamatrona si organizza ogni anno a Settembre una mostra mercato sul melone in asciutto, di notevole richiamo per il territorio. La terza tappa è Pauli Arbarei, percorrendo sempre la SP 46 che ci conduce a Ussaramanna (quarta tappa), da cui si riparte in direzione di Turri vicinissimo al sino ad arrivare al centro di Tuili da cui poi si riparte per arrivare a Setzu, ultima tappa del nostro percorso.
In ognuno di questi centri, è possibile visitare pregevoli siti archeologici, chiese e case storiche, non solo ma è possibile apprezzare altre produzioni agroalimentari, assistere a diversi eventi culturali tra feste religiose e mostre mercato. Il percorso, come si è visto, abbraccia anche altri centri della Marmilla che meritano una visita, ovvero Villanovaforru e Turri.




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